Non mi arrendo

Ieri l’ennesimo concorrente di un reality è stato espulso dal gioco per aver detto una bestemmia.

La gente di cattiverie ne dice tante. Spesso si raggiungono inimmaginabili livelli di perfidia nei discorsi fra partecipanti di questi giochi. Ci sono parole che fanno molto male, alle persone. Parole colme di odio che sono in grado di offendere, ferire e demolire anche i cuori dei meno fragili. Penso che con le parole si possa arrivare ad ammazzare una persona, più che con le pistole.

Tutte le parole malvagie atte a colpire e devastare gli animi delle persone, sono consentite, nei reality. Le bestemmie no.

Stavolta lo ammetto: mi sono sentito scosso ed estremamente infastidito da ciò che è successo. Non seguo il grande fratello, ma credo che le persone cattive da espellere dai giochi siano altre, non quelle che bestemmiano.

Il livello di ipocrisia raggiunto sui nostri teleschermi raggiunge livelli elevatissimi, che non avrei mai immaginato. Questo povero ragazzo è stato trasformato in un verme in pochi secondi. Espulso. Punito. Per non aver fatto nulla. E lui stesso, cosa ancora più grave, si sentiva colpevole. Colpevole di aver pronunciato una parola inventata, di aver varcato una soglia imposta dalla società e quindi apparentemente invalicabile. Sentendosi colpevole ha collaborato ad evidenziare inconsapevolmente l’estrema efficacia di questo sistema perbenista e ipocrita. Vittima di questa società schifosa che punta il dito e accusa servendosi di criteri di giudizio corrotti e malvagi. Aveva un volto deluso e abbattuto. Non smetteva di chiedere scusa. Di chiedere scusa a un sistema bastardo che è stato in grado, con la sua ipocrisia, di recargli una sofferenza emotiva così forte.

Per la prima volta mi sono sentito in preda a un sentimento di angoscia, di timore verso questo sistema ipocrita. E per l’ennesima volta, ma stavolta con più convinzione, mi sono promesso di combattere. Di battermi in ogni maniera (chiaramente pacifica) per donare un briciolo di buona senso, di umanità, di giustizia e di onestà al mondo in cui viviamo.

Perchè dobbiamo difenderci. La situazione sta andando in vacca soprattutto per questo modo di ragionare che si basa su fondamenta preconfezionate dal sistema e ingannevoli. Dobbiamo difenderci. Dobbiamo resistere all’avanzata degli ipocriti e dei perbenisti cattolici.

Solo lottando si può essere degli uomini liberi. La libertà è un impegno.

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3 Risposte

  1. A dire il vero il contratto che ha firmato con il grande fratello vietava l’uso di bestemmie pena l’espulsione. Di conseguenza e’ una cosa che lui ha accettato nel momento in cui a firmato. Poi perdere la possibilita’ di vincere 500.000€ per una bestemmia secondo me ti fa reagire in quel modo.
    Il fatto e’ che la bestemmia purtroppo e’ ancora reato in Italia, anche se depenalizzato.

  2. Il ragazzo ieri sera affermava di essere disperato, non per l’espulsione dal gioco, ma per essersi azzardato a dire una bestemmia. Questa è la cosa che mi rattrista.

  3. Nel caso del contratto allora non c’è nulla da eccepire. Il post però, più o meno volontariamente, invita a riflettere su uno degli ultimi feticci di questa sciagurata era postmodernista: la political correctess.

    Terrò d’occhio questo blog. 🙂

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