Il fallimento dell’intelligenza

Ulteriori particolari circostanze quotidiane m’hanno spinto ancora a pensare.Ho pensato per svariati minuti, lettori cari, e ho concluso: l’intelligenza umana è inversamente proporzionale al numero di persone dalle quali, unitene le menti, viene sprigionata.Un gruppo numeroso di persone è in grado di affrontare ragionamenti molto più elementari rispetto al confronto diretto fra due o tre individui. Il lavoro mentale di una persona singola dotata di discreta disposizione alla logica è, pur essendo limitato dall’assenza di confronto e contraddittorio, assolutamente efficace e razionale.Non a caso, ad esempio, al bar, il grado di superficialità dei discorsi fra ragazzi o ragazze, aumenta vertiginosamente quando ci si ritrova in tanti, per dare spazio invece a sensati e costruttivi ragionamenti quando due amici si trovano a discutere dinnanzi a un caffè. (Si prendono sempre in considerazione persone mediamente intelligenti)Immaginate, quindi, il livello di intelligenza di un’animata riunione di condominio. Immaginate quali soluzioni pratiche possa partorire un partito politico, locale o nazionale. Immaginate cosa possa uscire da un’istituzione.Insomma, pare avesse proprio ragione il grande maestro Georges Brassens quando diceva “in più di due o tre, si è solo una manica di stronzi”.

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