Commento al post di Luttazzi

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“Luttazzi a Grillo: non sei più dei nostri, puzzone!” avrei voluto intitolare il post, con quello stile Studioapertiano…Parlando seriamente, volevo spendere due parole riguardo la “risposta” di Daniele Luttazzi al V-day. Ci tengo ad esprimere una mia opinione, data l’immensa stima nei confronti di un grande artista come Luttazzi.Dunque: non condivido ciò che ha scritto. Prima di tutto perchè pare che, mostrando i difetti dell’iniziativa, sostenga che non serva a nulla e che sia tutta da buttare.Luttazzi sostiene che la proposta di legge di Grillo faccia acqua da tutte le parti. Non sono d’accordo. Ecco un’analisi dei punti:Primo: Daniele sostiene che se le legislature si limitassero a due, non avremmo avuto gente come Berlinguer o Pertini. Lo dicono in molti. Anche Fini, per esempio. Ribatto, come ribattono in molti, dicendo che non avremmo avuto neanche Craxi o Andreotti. Ci sono i pro e i contro.Due: Il problema da risolvere in Italia è la lentezza della giustizia? Vero, concordo. Ma intanto che ne dite se ci portiamo avanti e proviamo a diminuire comunque la libertà di delinquenza in parlamento?C: La preferenza diretta dei ministri ha dei pro e dei contro. Come in tutte le cose. Ma a volte i pro superano i contro e il compromesso che si raggiunge è di gran lunga più accettabile della situazione precedente. In fondo la politica è un compromesso.Che una legge non possa eliminare la pochezza umana (scrive sempre Daniele Luttazzi) è una cosa evidente. La pochezza umana non potrà mai essere eliminata. La proposta di Grillo non è un’illusione. E’ un piccolo passo verso il cambiamento. Rimane infatti lecito provare a risolvere dei problemi in un modo o nell’altro. Forse la puzza di fogna che si sente in Italia, per certa gente è divenuta veramente insopportabile e se un comico smette di essere tale a tutti gli effetti e si mette in gioco proponendo iniziative di questo genere, non credo ci sia nulla di male. Non credo proprio che Grillo abbia l’arroganza di dire di fare satira insieme a ciò che sta facendo. Lui stesso afferma “io vorrei ritornare a fare il comico”.Mi permetto di bisbigliare che ultimamente, se qualcuno (comici o presentatori) dice o fa qualcosa che fa ridere, Luttazzi ha il vizio di affermare fermamente che ciò che ha detto o fatto non è satira. Chi ha mai detto che lo sia stata? Non è che un’idea, un discorso, un movimento, debba avvalersi del meritato appellativo di “satira” per essere qualcosa di buono e divertente. Pur esprimendo una verità in maniera ironica.La satira è contro il potere. La satira è minoranza. Dal momento in cui acquista potere, la satira smette di essere tale. Lo afferma lui stesso (Luttazzi) e siamo tutti d’accordo. Dal momento in cui Grillo s’è “eretto a leader di un movimento politico”, non è più satira quella che fa. Esatto. Il movimento politico, però, rimane cosa buona che è giusto seguire per contribuire al cambiamento della nostra nazione marcia. Può farli lo stesso spettacoli comici? Io credo di sì. Non vogliamo chiamarli satira? Ok, chiamiamoli diversamente.Proprio a lui (Luttazzi), sappiamo, non piace il qualunquismo ed elogia “l’impegno sociale e civile” che nota nei ventenni e non nei trentenni playstationari. Di questo s’è trattato il V-day: di un impegno sociale. Le 3 proposte hanno dei pro e dei contro. Risolvono solo in minim(issim)a parte, i problemi dell’Italia. Ma un piccolo passo è stato fatto.Luttazzi continua: “Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates”. Grillo stesso, lo afferma. Lui stesso dice che una manciata di anni fa prendeva a mazzate un computer e ora elogia la potenza della rete. Questo si chiama cambiamento. E’ un semplice processo (che sanno fare le persone intelligenti) di confronto con il mondo che ci circonda seguito da un successivo cambio di idee, che qualsiasi bipede sulla terra dovrebbe imparare ad adottare. Mentre Luttazzi lo descrive come un gesto di incoerenza.Insomma, dall’alto della sua intelligenza, Daniele Luttazzi, invita Grillo a scegliere! Boh, magari lo vede come un traditore di categoria, che s’è lasciato trascinare dall’entusiasmo. Non riesco a capire come non sia d’accordo con queste 3 basilari regole di buon senso. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa della scarsissima importanza mediatica che TV e giornali hanno dato al V-day e quell’orrida strumentalizzazione che ne hanno fatto quelle poche volte che hanno analizzato il caso. Eppure lui (Luttazzi) ne sa qualcosa di censura e sopratutto di ingiustizia informativa che si fa quelle poche volte che si osa parlare di qualcosa da tenere nascosto.

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5 Risposte

  1. ..non avendo nulla da aggiungere al completissimo scritto, mi lancio in un commento puramente grafico, facendoti i miei complimenti per la scelta del template di questo blog. Oltre al mio personale ed a qualche (esule) altro, questo è uno dei pochi blog che vedo ad usare una sola colonna. Perchè l’importante è ciò che si dice, ed è giusto che il contorno resti in secondo piano prima di arrivare a rubare troppo la scena alle parole. Bravo! 🙂

  2. Sono un fan sfegatato di Daniele, questo non mi impedirà di essere obiettivo. Nel tuo post, fai lo stesso errore di Grillo: chi non è d’accordo con lui, è contro du lui. Ovvio che non è così. Daniele mette in luce difficoltà oggettive nel mettere in pratica tali proposte. Quindi, non è una critica al “cosa”, è una critica la “come”.Luttazzi fa notare che Grillo, spesso,spara sul mucchio: come il finanziamento pubblico dei giornali. Ci sono giornali dignitosissimi a cui credo sia giusto fornire aiuti finanziari. Inoltre, mi sembra, che Daniele sia d’accordo sui contenuti del V-DAY e sui problemi reali denunciati.Ti ricordo che per gli stessi motivi venne cacciato e sonoramente denunciato a suon di milardi da bellachioma. Il rischio che si corre in questi casi, è che il tutto diventi un semplice sfogo o semplice voglia di riscatto. Io sono tra quelli che hanno firmato per il V-DAY, ma non ci sto a far passare Beppe Grillo come voce unica, Beppe , è lo strumento e, tale deve rimanere. Tutto è criticabile per fortuna, anche il V-DAY. E’ la democrazia baby. Non confondiamo chi critica il V-DAY per servilismo e chi invece lo fa per dare più forza e concretezza ad un iniziativa che nel complesso è più che dignitosa. Gli errori sono dietro l’angolo. Che ben vengano le critiche e i suggerimenti, soprattutto quando qeust’ultimi arrivano da una persona per bene qual’ è Daniele Luttazzi.

  3. Scusa, qualcuno ha trovato parole migliori delle mie. Vale veramente la pena di leggere questo articolo.
    http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm

  4. Bah… ripensandoci forse hai ragione dicendo che ho fatto lo stesso errore di Grillo. Concordo con te ch’egli sia solo uno strumento. Ben vengano quindi le critiche da un grande personaggio come Daniele.

  5. Sto cambiando idea su molte cose comunque. Diciamo che sono in un periodo di transito… 😛

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