Poi, finiamola con “non sono tutti così gli extracomunitari, ci sono anche quelli onesti e che lavorano…”.
Il punto, cari mieri, è che ci sono le persone brave e le persone cattive. Persone. Indipendentemente dal paese di origine.
E’ la condizione sociale a cambiare nettamente il modo con cui le persone cattive esprimono la propria disonestà: la cattiva persona che conduce una vita precaria, lo fa in modo rozzo e diretto. L’italiano benestante, invece, in maniera più raffinata, immune ai pregiudizi: se lo può permettere.